Il disturbo ossessivo compulsivo presenta pensieri intrusivi, ripetitivi (ossessioni) associati a ansia, accompagnati da rituali per ridurla (compulsioni).

Secondo la classificazione del DSM 5, il disturbo ossessivo compulsivo (conosciuto anche come DOC o OCD in inglese), è un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni.

Può presentarsi sia nell’infanzia che nell’età adulta, anche se l’incidenza massima la si ha tra i 15 e i 25 anni. Colpisce circa il 2-2,5% della popolazione generale: significa che su 100 neonati, 2 o 3 svilupperanno nell’arco della propria vita il disturbo. In Italia, sono circa 800.000 le persone colpite da disturbo ossessivo compulsivo (DOC).

È un disturbo che si cronicizza, anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, ma a volte si aggrava fino a compromettere il funzionamento in diverse aree di vita. Raramente è episodico e seguito da una remissione completa dei sintomi.

Il soggetto si sente spesso obbligato ad agire o pensare nel modo sintomatico e per questo cerca di contrapporsi e di resistere. Nonostante cerchi di contrastare e nascondere le sue azioni o i suoi pensieri, questo sforzo non lo aiuta affatto a modificare il proprio comportamento.

disturbo ossessivo compulsivo

Il sintomo centrale è la presenza di ossessioni e compulsioni o sole ossessioni, per un tempo significativo della giornata (un’ora o più al giorno) che interferiscono con le attività del quotidiano (lavoro, studio, vita di relazione, cura della casa o dell’igiene ecc.).

La presenza di ossessioni e compulsioni comporta una marcata sofferenza, compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggettoe non è meglio giustificata da altri disturbi d’ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.

Le caratteristiche centrali del disturbo ossessivo compulsivo sono:

  • la ripetitività, la frequenza e la persistenza della attività ossessiva (i pensieri intrusivi si ripresentano alla mente con frequenza e permangono in modo duraturo e continuo).
  • la sensazione che tale attività sia imposta e compulsiva.

Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che vengono percepiti come:

  • Intrusivi: la persona ha la sensazione che “irrompano da soli” o che siano indipendenti dal flusso di pensieri che li precede.
  • Fastidiosi: la persona sperimenta disagio per il contenuto o per la frequenza.
  • Privi di senso: la persona ha la sensazione che siano irrazionali, esagerati o comunque non giustificati o poco legati alla realtà presente.

Le compulsioni sono azioni mentali e/o comportamenti che si manifestano in risposta alle ossessioni e che ne rappresentano un tentativo di soluzione; di solito sono seguite da un senso sollievo dal disagio causato dalle ossessioni, seppure un sollievo solo temporaneo.

Esempi di ossessioni sono pensieri come:

“Potrei infettarmi con il virus Hiv se tocco la porta del bagno della discoteca”; “Non devo pensare al nome delle persone a cui voglio bene in ospedale, altrimenti potrebbero ammalarsi”; “Se non controllo che tutti i file siano chiusi, qualcosa di brutto accadrà”;” Potrei dire qualcosa di brutto senza accorgermene”.

Ad esempio, all’ossessione “le mie mani sono piene di germi pericolosi” si può mettere in atto il comportamento di disinfettare le mani con amuchina; è un tentativo di allontanare il problema della percepita o temuta contaminazione; evitare di toccare le maniglie delle porte o portare i guanti rappresentano un tentativo di prevenire la ricomparsa del pensiero di essere contaminato. Oppure, in risposta all’ossessione “ho pensato un numero che porta male” si può fare una preghiera; questo rappresenta un tentativo di rassicurarsi circa il timore che possa per propria responsabilità accadere qualcosa di negativo per sé o altri.

disturbo ossessivo compulsivo

Le compulsioni assumono spesso un carattere talmente abituale e meccanico che vengono attuate a scopo preventivo anche in assenza di ossessioni. Diventano azioni studiate e prestabilite eseguite con cura meticolosa che non possono in alcun modo essere interrotte o modificate nella loro sequenza. Infatti, tutte le compulsioni che riguardano la pulizia, il lavaggio, il controllo, l’accumulo, l’ordine, il conteggio, e la ripetizione si trasformano in rigide regole di comportamento spesso bizzarre e decisamente, eccessive.

A volte le persone che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo tendono a fare costanti richiesta di rassicurazione ai famigliari ed agli amici riguardo alle proprie preoccupazioni. Le richieste di rassicurazioni assumono in tutto e per tutto la funzione di un comportamento tranquillizzante al pari delle compulsioni.

La persona che soffre di disturbo ossessivo compulsivo tende a mettere in atto una serie di evitamenti nei confronti di tutte quelle situazioni che innescano i pensieri ossessivi nel tentativo di controllarli e di non essere costretta a compiere i rituali. 

A seconda della natura delle ossessioni si possono distinguere diverse tipologie. Per la natura delle ossessioni e compulsioni che sono molto varie, è possibile che vi siano svariate forme di disturbo. Tuttavia, le forme del disturbo ossessivo compulsivo più frequenti e maggiormente individuate sono le seguenti:

Disturbi da contaminazione

Si tratta di ossessioni e compulsioni connesse ad improbabili (o realistici) contagi o contaminazioni. Coloro che ne soffrono sono tormentati dall’insistente fissazione che loro stessi o qualcuno dei loro famigliari possa ammalarsi entrando in contatto con qualche invisibile germe o sostanza tossica. Sostanze intossicanti diventano spesso non solo lo sporco oggettivo ma anche feci, urine, sangue, e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore, e persino saponi e detersivi e solventi contenenti sostanze chimiche.

La contaminazione può essere relativa allo sporco di natura sociale (il tossicodipendente, il barbone, l’anziano ecc.) o metafisica (il male, il diavolo, ecc.). Se la persona entra in contatto con le sostanze “contaminanti” mette in atto una serie di rituali di lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione allo scopo di neutralizzare l’azione dei germi e tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio o semplicemente liberarsi dalla intollerabile sensazione di disgusto. Questi rituali coinvolgono spesso anche i loro famigliari che vengono “costretti” ad evitare luoghi “contaminati” e a lavarsi più del necessario.

Disturbi da Controllo

Si tratta di ossessioni e compulsioni che implicano controlli prolungati e ripetuti senza necessità, allo scopo di riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti. Coloro che ne soffrono tendono a controllare e a ricontrollare ripetutamente sia per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di avere fatto qualcosa di male e di non ricordarlo sia a scopo preventivo che per essere sicuri di aver fatto il possibili e per prevenire qualunque possibile catastrofe. Controllano così di aver chiuso bene la porta, il rubinetto del gas, la macchina, ecc. Il controllo compulsivo è quindi finalizzato a tranquillizzarsi riguardo al costante dubbio (ossessione) di non aver fatto tutto il necessario per prevenire eventuali disgrazie o di avere inavvertitamente danneggiato qualcosa o qualcuno. Anche questo tipo di rituale coinvolge spesso i famigliari che sono oggetto di continue richieste di rassicurazioni e ai quali viene talvolta chiesto di effettuare i controlli al posto della persona stessa.

Ossessioni pure

Si tratta di pensieri o più spesso di immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderati e inaccettabili, privi di senso, pericolosi, o socialmente sconvenienti (aggredire qualcuno, avere rapporti omosessuali o pedofili, tradire il partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme, offendere persone care, ecc.).

Queste persone non hanno né rituali mentali, né compulsioni, ma soltanto pensieri ossessivi. Quello che mette ansia non è tanto la natura del pensiero stesso quanto il fatto che la sua presenza venga considerata da chi la subisce come segno di una reale identità omosessuale, pedofilia, perversa, blasfema, o aggressività.

Il disturbo ossessivo puro è quindi caratterizzato dalla preoccupazione costante che possano avverarsi determinati eventi, in realtà alquanto improbabili, ma intollerabili per il soggetto; la preoccupazione spesso è seguita da un dialogo interno finalizzato alla rassicurazione.

Superstizione eccessiva

Si tratta di un pensiero superstizioso esasperato. Chi ne soffre ritiene che il fatto di compiere o meno determinati gesti, di pronunciare o non pronunciare o meno alcune parole, di vedere o non vedere certe cose (es. carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari), certi numeri o certi colori, di contare o non contare un numero preciso di volte degli oggetti, di ripetere o non ripetere azioni particolari il giusto numero di volte, sia determinante per l’esito degli eventi.

È il caso della persona che considera sfortunati determinati numeri e che dopo averli visti, rimane in ansia finché non ne neutralizza l’effetto “porta sfortuna” vedendo altri numeri fortunati. Un altro esempio può essere quello della persona che teme di pensare a certi eventi negativi (morte, incidenti, ecc.) mentre effettua alcune operazioni (es. parlare, scrivere, leggere, mangiare, camminare, ecc.) poiché il pensiero negativo potrebbe in qualche modo “imprimersi” e trasformarsi in realtà. Tale effetto può essere scongiurato soltanto ripetendo lo stesso gesto (es. cancellare e riscrivere la stessa parola, pensando alle cose positive) o compiendo qualche altro rituale “anti-iella”.

Ordine e simmetria

Chi soffre di questo tipo di disturbo non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti anche minimamente, in modo disordinato o assimetrico, perché ciò che gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e logicità. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette abiti appesi, piatti devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica (es. dimensione, colore, forma ecc.). Quando ciò non accade queste persone passano ore e ore del loro tempo ad ordinare e ed allineare questi oggetti fino a sentirsi completamente tranquille e soddisfatte. Le ossessioni riguardo all’ordine e alla simmetria possono riguardare anche parti del corpo.

Il disturbo ossessivo compulsivo colpisce senza distinzioni di età e sesso, dal 2 al 3% della popolazione. Può, infatti, manifestarsi sia negli uomini che nelle donne indifferentemente e comparire nell’infanzia, nell’adolescenza o nella prima età adulta.

I disturbi ossessivi compulsivi possono comparire in modo acuto con sintomi evidenti e improvvisi, o, più frequentemente in modo subdolo e graduale (come una macchia d’olio).

Non è possibile individuare una causa singola e scientificamente dimostrata alla base del disturbo ossessivo compulsivo. Tuttavia ci sono diverse ipotesi attendibili, che prendono in esame cause psicologiche e di carattere neuro-biologico.

Le cause del disturbo ossessivo compulsivo sono molteplici.

Cause neurobiologiche: secondo alcune ipotesi, i lobi orbito-frontali sarebbero responsabili della valutazione delle conseguenze dei comportamenti che mettiamo in atto e della regolazione dei circuiti emozionali. Quindi, quando vi è un eccessiva attività di tale area della corteccia cerebrale (iper-frontalità), innesca un costante ed eccessivo allarme anche di fronte a piccoli e spesso insignificanti segnali.

Cause psicologiche: chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo cerca di difendersi da pensieri inaccettabili e dal timore di danneggiare gli altri o l’eccessiva importanza attribuita ai pensieri.

Altre ipotesi si soffermano anche sull’eccessivo senso di responsabilità, eccessiva importanza attribuita ai pensieri, e la sovrastima della possibilità di controllare i propri pensieri e la sovrastima della pericolosità dell’ansia.

Spesso le persone affette da disturbo ossessivo compulsivo tendono ad interpretare lo stato confusionale che l’ansia può indurre come segno di un imminente perdita di controllo o di essere sul punto di impazzire. Essi ritengono che il malessere fisiologico ad essa correlato aumenti all’infinito o rimanga stabile nel tempo al punto da diventare intollerabile o dannoso per l’organismo.

disturbo ossessivo compulsivo

Trattamento del disturbo ossessivo compulsivo

Il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo dipende dalla gravità dei sintomi e dalla durata del disturbo.

Ammettere di avere un problema è il primo grande passo per affrontarlo e superarlo!

So che è doloroso e a volte imbarazzante ammettere di avere determinate ossessioni ed è assolutamente normale che le persone affette da disturbo ossessivo compulsivo facciano di tutto per nascondere ad amici e parenti le loro “fissazioni”.

Nei casi in cui il disturbo permane da tempo e i sintomi siano molto gravi, il trattamento più efficace risulta quello combinato:

Trattamento farmacologico

Nella prima fase del trattamento bisogna rivolgersi non al medico di base ma ad un medico psichiatra che a seconda della gravità dei sintomi potrà indicare i farmaci e i dosaggi adeguati alla persona.

Trattamento psicologico

Psicoterapia cognitivo – comportamentale integra i due approcci: la terapia comportamentale tramite la tecnica dell’ esposizione graduale alle situazioni e a stimoli ansiogeni si basa sul fatto che l’ansia tende a diminuire spontaneamente dopo un lungo contatto con lo stimolo stesso. Per un effetto di “abitazione” allo stimolo, porta ad una riduzione e poi ad una estinzione dei sintomi d’ansia legati alle ossessioni.

Inoltre, la tecnica della prevenzione della risposta, lavora sui comportamenti e i rituali compulsivi, cercando di ridurre tali comportamenti che mantengono nel tempo il disturbo. La psicoterapia cognitiva mira alla cura del disturbo ossessivo compulsivo attraverso la modificazione di alcuni processi di pensiero automatici e disfunzionali, in particolare, agisce sull’eccessivo senso di responsabilità, sull’eccessiva importanza attribuita ai pensieri, sulla sovrastima della possibilità di controllare i propri pensieri e sulla sovrastima della pericolosità dell’ansia, che costituiscono le principali distorsioni cognitive dei pazienti con DOC.

Se hai bisogno di aiuto o un amico o un familiare ha bisogno di un primo consulto gratuito, chiama il 3480259713, chatta online o compila il seguente form:

La Dr.ssa Federica Petroni, psicologa e psicoterapeuta, riceve su appuntamento in via Gaetano Casati 39 a Roma (zona Garbatella, a pochi passi dalla Metro B).

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