Le parafilie sono contraddistinte da impulsi, fantasie o comportamenti sessuali intensi e ricorrenti, che implicano oggetti, attività o situazioni inusuali; tra i criteri diagnostici è considerata la conseguente presenza di disagio clinicamente significativo o di compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre importanti aree del funzionamento individuale.

parafilie

Se le parafilie si stabilizzano, esse potranno influenzare seriamente le capacità del soggetto di instaurare relazioni affettuose reciproche e soddisfacenti; potranno causare comportamenti devianti nocivi al benessere dell’individuo e potrebbero indurlo a compiere atti non accettati socialmente o reati contro la persona. Viceversa, non sono da considerarsi patologici quei comportamenti parafilici o perversi che si manifestano in modo transitorio e restano circoscritti all’interno di una sessualità normale e di una relazione di coppia.

Il DSM classifica le parafilie in nove differenti categorie.

  1. Esibizionismo. La caratteristica dell’esibizionismo è l’esposizione, da parte del soggetto, dei propri genitali ad un estraneo. Il soggetto esibizionista è in certi casi consapevole del suo desiderio di sorprendere notevolmente la persona a cui si mostra; talvolta, invece, ha la fantasia che il suo spettacolo determini un’eccitazione sessuale nello spettatore. Talvolta, sebbene in rari casi il soggetto si masturba durante l’esposizione o mentre fantastica di mostrarsi. Il comportamento esibizionista non determina atti di costrizione o di aggressione rivolti verso lo spettatore; essendo finalizzato a catturare l’attenzione altrui, se non provoca alcuna risposta viene interrotto. L’esibizionismo ha tendenzialmente origine psicologica, soprattutto quando è diagnosticabile come forma primaria; tuttavia può intervenire anche secondariamente a patologie organiche, quali alcolismo, sifilide, demenza, insufficienza mentale, o a patologie psichiatriche funzionali, come schizofrenia, mania, episodi psicotici acuti . 
  2. Feticismo. Il feticismo è una perversione, prevalentemente maschile, che prevede l’utilizzo di oggetti, detti “feticci”, quali mutande, reggiseni, calze, scarpe, stivali, o altri accessori di abbigliamento femminile o parti anatomiche come piedi, capelli e talvolta anche difetti fisici come cicatrici, da cui il soggetto ricava piacere sessuale. Spesso il feticcio è necessario al soggetto per raggiungere l’eccitazione sessuale e la sua assenza può determinare una disfunzione dell’erezione. Una volta che si è stabilizzato, il decorso tende ad essere cronico. 
  3. Frotteurismo. Il soggetto che presenta questa perversione ricava eccitazione sessuale dallo strofinamento e toccamento di persone non consenzienti. Questo tipo di comportamento viene solitamente attuato nell’ambito di contesti affollati, come marciapiedi o trasporti pubblici, che consentono al soggetto di sottrarsi facilmente all’arresto. 
  4. Pedofilia. Il soggetto pedofilo indirizza la propria attività sessuale verso i bambini pre-puberi , dello stesso sesso o del sesso opposto. Il DSM specifica che l’individuo, per rientrare in questa categoria, deve avere almeno 16 o più anni e deve essere di almeno 5 anni maggiore del bambino a cui rivolge il proprio interesse sessuale. Inoltre la pedofilia come perversione deve essere distinta dagli episodi isolati che si caratterizzano come diretta conseguenza secondaria di un disturbo primario quale insufficienza mentale, schizofrenia, disturbi di personalità o intossicazione da alcol. Può manifestarsi in associazione con l’incesto o con altri tipi di perversione quali voyeurismo, esibizionismo, stupro, sadismo. L’ impulso, fantasia o comportamento pedofilico ha spesso una natura egosintonica, che non determina nel soggetto una condizione di disagio legata alla perversione. In alcuni casi il soggetto pedofilo è sessualmente attratto solo dai bambini (Tipo Esclusivo), mentre in altri l’attrazione verso i bambini si accompagna anche ad attrazione rivolta agli adulti (Tipo Non Esclusivo). Il decorso è solitamente cronico. 
  5. Masochismo sessuale. Il masochismo sessuale consiste nella spinta del soggetto a procurarsi sofferenze di natura fisica per raggiungere l’eccitamento sessuale. Il piacere sessuale è ricercato attraverso specifici rituali che comportano sottomissione, dolore ed umiliazione. Generalmente, la pratica masochista è finalizzata a ritardare l’orgasmo, affinché questo sopraggiunga nel momento di massima sofferenza. Gli impulsi masochistici possono assumere la forma di fantasie, generalmente evocate durante il rapporto sessuale o la masturbazione, oppure essere agiti dall’individuo, in solitudine o con un partner.. Il decorso tende a manifestarsi come cronico.
  6. Sadismo sessuale. Il soggetto che presenta questa perversione raggiunge l’eccitazione sessuale infliggendo alla vittima sofferenze fisiche o psicologiche (inclusa l’umiliazione) . Gli atti sadici da cui il soggetto ricava piacere sessuale possono essere di vario tipo, come mordere, graffiare, frustare, ferire, torturare fino ad arrivare anche all’estremo omicidio. In tutti i casi la componente di base che provoca l’eccitamento sessuale è rappresentata dalla sofferenza della vittima. Il sadismo sessuale è fortemente collegato al desiderio di esercitare un potere e controllo sugli altri. Alcuni soggetti conservano proprie le fantasie sadiche senza agirle; altri mettono in atto i loro impulsi sessuali sadici con un partner consenziente, che può essere affetto da masochismo sessuale; altri ancora agiscono i propri impulsi contro partner non consenzienti. Il decorso è spesso cronico e, solitamente, la gravità degli atti sadici tende ad aumentare nel corso del tempo. 
  7. Feticismo di travestimento. Questa perversione è caratterizzata dal desiderio, o talvolta dall’impulso irresistibile, di vestirsi con abiti del sesso opposto che, per il soggetto, costituiscono fonte di eccitamento sessuale. Il DSM circoscrive questo disturbo esclusivamente a soggetti maschi prevalentemente eterosessuali, assumendo che l’utilizzo di abiti femminili provoca eccitamento non tanto in qualità di feticcio con specifiche proprietà oggettive, quanto soprattutto come simbolo della femminilità del soggetto. L’individuo con feticismo di travestimento può limitarsi ad indossare uno o più abiti femminili in casa, mantenendo segreta la propria perversione, oppure può essere spinto a vestirsi con indumenti femminili anche in situazioni pubbliche . 
  8. Voyeurismo. Il voyeurismo consiste nella spinta del soggetto a spiare soggetti ignari e solitamente estranei, in situazioni di intimità, ad esempio mentre si spogliano o sono nudi o impegnati in attività sessuali. Il soggetto attua questo tipo di comportamento per ottenere eccitamento sessuale e generalmente non ricerca un qualche tipo di attività sessuale con la persona spiata. Rappresenta un’attività esclusivamente finalizzata al raggiungimento dell’orgasmo, è associata spesso ad intense fantasie e talvolta anche a complessi rituali, che però non esitano mai in atti aggressivi o violenti. Il soggetto può raggiungere l’orgasmo, mediante masturbazione, o durante l’atto voyeuristico o successivamente, in ricordo di esso .  
  9. Parafilie Non Altrimenti Specificate. Rientrano in questa categoria le parafilie che non soddisfano i criteri per nessun’altra specifica classe diagnostica . Il DSM include tra queste parafilie:
  • Scatologia telefonica: piacere ottenuto mediante telefonate oscene 
  • Necrofilia: piacere nell’atto sessuale con cadaveri 
  • Parzialismo: attenzione esclusiva per una parte del corpo 
  • Zoofilia: piacere nella pratica sessuale con animali 
  • Coprofilia: piacere provocato dal contatto con escrementi 
  • Clismafilia: piacere ottenuto con l’utilizzo di clisteri o altri oggetti inseriti nel retto 
  • Urofilia: piacere provocato dall’atto della minzione e dal contatto con l’urina 

Trattamento delle Parafilie

Il trattamento delle parafilie presenta numerose difficoltà derivanti principalmente dai seguenti fattori: 

  • la complessità che caratterizza questi disturbi; 
  • la molteplicità di cause alla base delle parafilie
  • l’inadeguata o assente motivazione e collaborazione da parte del paziente.

Per rispondere efficacemente alla complessità del problema, in genere il trattamento è multi-modale e comprende numerosi interventi specifici tra cui: 

  • Terapie comportamentali per modificare i comportamenti e i pensieri sessuali disfunzionali che si attivano di fronte a una specifica situazione; 
  • Strategie per la gestione delle emozioni e degli impulsi utili ad affrontare efficacemente l’attivazione emozionale (Training di gestione dell’ansia, della rabbia e del comportamento aggressivo); 
  • Strategie volte all’acquisizione di competenze sociali e di autocontrollo per superare le difficoltà che si riscontrano in questi casi nell’instaurare e mantenere una sana relazione con altri adulti(Training di abilità sociali e di autocontrollo); 
  • Trattamento delle disfunzioni sessuali per affrontare eventuali deficit nella sfera sessuale; 
  • Intervento farmacologico per diminuire l’attivazione sessuale(“castrazione chimica”).

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