La condotta sessuale come ogni altro comportamento umano risponde a molteplici bisogni di base, utilizza diverse modalità di fruizione e persegue un’insieme di mete. La risposta sessuale è un comportamento complesso ed è influenzata da diversi fattori che fanno riferimento ai diversi ambiti.

I disturbi della sfera sessuale possono essere molteplici. Il DSM 5 riassume i disturbi sessuali in tre categorie distinte:

  1. Disfunzioni sessuali (disturbi che ostacolano o impediscono il rapporto sessuale);
  2. Parafilie ovvero ricorrenti e intensi impulsi, fantasie o comportamenti sessuali che coinvolgono oggetti, attività o situazioni non comuni (oggetti o esseri non umani, ricevere e/o infliggere un’autentica sofferenza fisica, umiliare se stessi o il proprio partner), bambini o altre persone non consenzienti; 
  3. Disturbi dell’identità di genere (identificazione intensa e costante con il sesso opposto e malessere rispetto al proprio sesso biologico).

Le disfunzioni sessuali sono le più comuni anche se solo una piccola parte delle persone che ne sono affette si rivolge ad uno specialista per curarsi.

Spesso una coppia si rivolge ad un medico per problemi sessuali solo dopo una serie accurata di indagini cliniche. Se non emergono deficit fisici, fisiologici o biologici in grado di rispondere alla difficoltà sessuale presentata dalla coppia, la coppia viene invitata a rivolgersi ad uno psicoterapeuta per capire e risolvere eventuali cause relazionali e/o personali.

Il primo passo che un bravo terapeuta deve fare è quello di capire tramite un’attenta analisi quale siano le cause del problema, da quanto tempo persiste, quali sono le credenze della persona riguardo alla sessualità e al sesso, se ci sono fattori culturali o morali riguardanti al sesso, indagare nella sfera personale, quale immagine la persona ha di sé, come affronta le difficoltà della vita quotidiana e infine come vive le sue difficoltà sessuali.

disturbi sessuali

Dopo la fase di assessment si cerca di definire il problema tramite un modello di spiegazione di cause e conseguenze. Infine si propone un intervento terapeutico per risolvere il problema.

È importante anche la qualità della relazione che la persona sta vivendo e il coinvolgimento del partner nella terapia. La terapia cognitivo comportamentale esplorando e modificando le credenze errate sul sesso e sulla sessualità, migliora l’autostima e l’autoefficacia percepita dal soggetto, tramite le tecniche comportamentali, e porta la persona e la coppia ad affrontare le proprie difficoltà sessuali. Nel trattamento risultano importanti l’educazione alla sessualità, l’educazione alla conoscenza del corpo e dei meccanismi di funzionamento degli organi sessuali.

Attraverso una conoscenza reciproca i due partner andranno pian piano all’esplorazione e alla conoscenza della propria sessualità portando ad una vita sessuale soddisfacente.

Per un inquadramento diagnostico e una successiva terapia, sarebbe più opportuno, la collaborazione tra medico e psicoterapeuta. Entrambi cercheranno di capire la natura del disturbo e di conseguenza indirizzare la persona su un trattamento di tipo medico o psicoterapico. Quest’ultimo, in molti casi, risulta quasi necessario poiché anche se la causa del disturbo fosse organica, la presenza dello stesso ha provocato un disagio tale che viene da interessare e compromettere la vita e le relazioni delle persone portando un disagio anche sul piano psicologico. 

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